Quando un imprenditore alle prime armi vuole avviare un’attività inizia a pensare alla SRL perché così crede di pagare meno tasse, crede che avrà uno strumento di tutela patrimoniale più performante di una ditta individuale o di una società di persone.
In sostanza crede sia la soluzione migliore, ma che ovviamente, come tutte le cose migliori, abbia un costo maggiore.
Ecco allora che su internet ha letto che si può costituire gratis una SRL, andando dal notaio e aggiungendo una S finale alla ragione sociale.
A questo punto della storia, solitamente mi chiama e senza quasi dirmi per farci cosa, mi chiede di aiutarlo a costituire una SRLS.

E qua mi tocca fare ordine:

Se sei un neo imprenditore (poco informato), e stai per iniziare una nuova (o vecchia) attività, partire dalla scelta del veicolo societario, non è la scelta migliore, sopratutto se non hai le idee chiare sul dove andare. Un po’ come se per andare in centro decidessi quale autobus prendere. Questo esempio calzerebbe a pennello se tu avessi prima identificato il “tuo” centro (i tuoi obiettivi e le tue risorse). Ma questa del modello di business è un’altra storia, e un altro articolo.
Ora invece voglio darti 3 fattori sulle base dei quali ragionare sul veicolo più adatto e sugli errori di valutazione da non fare, premettendo che la SRLS non è altro che una SRL ma con una minor capacità di pianificazione fiscale successiva.

IMPOSIZIONE FISCALE:
Il legislatore ha previsto che gli utili prelevati dai soci di srl, se ci riferiamo ai soci persone fisiche, siano tassati in modo che la somma dell’IRES pagata dalla società (24%) e l’IRPEF (aliquota progressiva a salire dal 23 al 43%) sul dividendo percepito dai soci sia in linea con l’aliquota massima con cui tassare l’imprenditore se non avesse avuto la società di mezzo. Si parla infatti di Invarianza di Tassazione Complessiva rispetto a impresa individuale o società di persone.
Dunque il presunto risparmio fiscale sul reddito dei soci non è mai un buon argomento per fare questo tipo di scelta societaria.

PERCEZIONE DI UN COMPENSO PERIODICO
Un fattore di scelta importante, ricollegabile alla disponibilità liquida del socio, è invece la necessità di percepire un reddito periodico per poter vivere. Nelle SRL il socio non può prelevare dal conto corrente della società UTILI prima che questi siano certi e confermati dall’approvazione del bilancio di esercizio. Certo, potrebbe diventare socio lavoratore e con relativa busta paga percepire uno stipendio, ma ogni mese al prelievo sconterebbe Irpef e contributi. Se necessiti quindi di prelevare costantemente per remunerarti, di sicuro, è più conveniente una società di persone o impresa individuale, dove non esiste una normativa che vieta il prelevamento di utili in acconto.

LA RESPONSABILITÀ LIMITATA
È risaputo che la responsabilità nelle srl ricade solo sul capitale da questa detenuto e non anche sul patrimonio personale dei soci, ma è sempre vero?
Beh, ipotizziamo che una srl debba chiedere un prestito, secondo te la banca non chiederà anche la garanzia personale del socio?
Ecco allora che la limitazione della responsabilità nella srl è un elemento che può rendersi necessario, ma al di sopra di determinati fatturati. Al contrario, la società di persone è caratterizzata dall’autonomia patrimoniale imperfetta, cioè dalla possibilità del creditore moroso della società di attaccare anche il patrimonio personale dei soci.
Ma è pur vero che, nel caso in cui il creditore moroso non sia della società ma del socio, la quota di partecipazione in SRL è pignorabile, mentre quella di società di persone NO!
Inoltre, in base alle recenti modifiche normative al codice civile (art. 2476), il creditore sociale che vantava un credito nei confronti della Srl doveva fare causa alla società insolvente e poi quest’ultima eventualmente poteva rifarsi sull’amministratore (cosa che non avviene mai nelle piccole srl a ristretta base sociale) . Oggi invece un creditore potrà bypassare il patrimonio della srl e rifarsi direttamente su quello dell’amministratore (e dei soci che hanno agito con dolo) provando che quest’ultimo non abbia agito a tutela del patrimonio sociale.
Infine, pochi sanno che è valido il patto contrario per escludere nelle società semplici la responsabilità patrimoniale personale di uno o più soci o che nella società in accomandita semplice, gli accomandanti, cioè coloro che non hanno poteri di gestione, salvaguardano la loro responsabilità patrimoniale personale.

Quindi ricapitolando, se stai per iniziare un’attività imprenditoriale per prima cosa struttura il modello di business della tua attività e poi, quando devi scegliere il veicolo societario, fallo tenendo a mente questi 3 principi fondamentali:

  • L’imposizione fiscale di società che operano esclusivamente in Italia è praticamente un fattore neutro;
  • con riferimento alla necessità di una remunerazione periodica sicuramente la società di persone per i soci che apportano lavoro proprio è uno strumento più conveniente;
  • infine con riferimento alla responsabilità limitata bisogna distinguere il caso dell’imprenditore sfortunato da quello fraudolento, ma tieni conto che il confine è molto sottile.